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martedì 17 giugno 2008

GoogleDeveloperDay - Live.


Vi scrivo dal molo 8 del porto di Sydney : GoogleDeveloperDay.
La location è fantastica, google style, naturalmente.
All’ingresso, una serie di banchi per la registrazione, coloratissimi.
Palloni, cuscini, cubi enormi, loghi, ragazzi in t-shirt vitamina.
Cartellini, biglietti da appendere al collo, Google-Google-Google, sacchetti colmi di documentazione.
Un tavolo di spremute e frutta fresca, melone, anguria, mango, maracuja.


In fondo alla sala d’ingresso, una grande tenda nera, come un sipario e una voce in lontananza.
Oltre la tenda un sala in penombra, sedie incappucciate di blu, un’immagine proiettata sul fondo, un ragazzo sul palco, un intero pubblico in religioso silenzio.
Tom Stocky sta presentando il keynote. Passa in rassegna gli argomenti della giornata e lascia un paio di minuti di pitch ad ogni speaker. Le conferenze sembrano tutte interessanti e « rivoluzionarie ». Si respira sempre un che di rivoluzionario, quando si ha a che fare con Google.
Sul palco si alternano ragazzi magrolini, voci sottili post-adolescenziali, pomi d’Adamo talmente evidenti da far tenerezza, jeans, AllStars consumate e grandiose idee : diplomi di Stanford, il passato in Amazon, ora in Google e poi ?
Dove si va dopo Google ? Perché c’è ancora da crescere. Ed è questo che li accomuna tutti, la palese voglia di crescere.
Brett Slatkin presenta il Google App Engine. Incredibile. I developers intorno a me scalpitano per la voglia di mettere mano al codice. Bisogna aspettare la code.jam di questo pomeriggio.
Lars Rasmussen accenna qualche cosa sul Google Toolkit. Racconta di tempi in cui lavorava alle Google Maps ancora prima che Ajax si chiamasse cosi’.
Per la giornata sono previste sessioni su API, Open Social, Android (amazing cio’ che puo’ fare Android).Tre conferenze interessanti, alle 11AM. Io ho scelto la stanza verde : Google Gadgets: presenta John Hjelmstad. Poi stanza Rossa: Google App Engine.


Davanti a me, una distesa di Pro, Air, Book bianchi e neri : tutti Mac.
Venendo qui, sono passata per King Street. Oggi apriva il primo Apple Store di Sydney e di tutta l’Australia : tre piani di un immenso palazzo completamente…aperto. Una delle facciate dell’immobile è stata sventrata,come uno spaccato. L’Apple store si fonde con la città tramite un’incredibile parete di vetro. Futuristico.
Ad ogni piano, gruppi di commessi in attesa di telecamere e giornalisti. Hanno tutti al collo un cartellino che sembra un iPhone. O forse è un iPhone ?


Una signora bionda siede accanto alla porta. Un po’ diva, un po’ Crudelia Demon.
I giornalisti le fanno domande, lei risponde , scambia biglietti da visita, sorride. Chi è ?


‘Google ci aspetta, passeremo nei prossimi giorni a casa Jobs’. Via verso il mare e verso questo mondo ovattato e sognante.
Sembra di vivere in un perenne stato nascente. Le idee, le nostre, possono cambiare il mondo, passare dal vecchio al nuovo, rinascere.
La presentazione finisce in anticipo : domande sulla possibilità di costruire cross-network e cross-platform applicatons. Prendere una Facebook showcase ed usarla in iGoogle, WordPress e altro.
Ho al collo il mio cartellino. C’é scritto Priscilla Scala, Product Manager, WWBay.
Ne vado fiera.
WWBay è la compagnia australiana per la quale ho iniziato a lavorare a PeopleBrowsr. Dopo sei mesi di prove, davanti ad un caffé, il mio boss mi ha detto che avrei iniziato a lavorare per la compagnia americana : PeopleBrowsr, Inc. Viaggi a San Francisco, product managemet e PR, branding.
Era un mese fa, poco dopo la registrazione a questa conferenza.
Vedere sul mio cartellino ‘WWBay’ mi fa pensare a tutto cio’ che ho imparato in questi mesi, alla passione che ci ho messo, a quanto di mio ho dato. E’ di questo che sono fiera, come dei cinque anni di liceo, prima della maturità, come delle nottate passate a studiare, prima di ottenere il master. Ed ora PeopleBrowsr. Il grande PeopleBrowsr, il passo : ‘laureata’ a PeopleBrowsr Product Manager et cetera et cetera. Non male, ma va bene che sia sul prossimo cartellino.

sabato 14 giugno 2008

Seesmic - Il MicroBlogging Diventa Video

Uso Seesmic da circa un mese, da quando ancora era una versione alpha privata e bisognava ottenere un invito per potervi accedere. Mi va di parlarvene un po'.
Che cos'è Seesmic? E' Twitter ma formato video.
Confusi?
Twitter è un servizio di microblogging, ricordate?
Si tratta di raccontare pezzettini della propria vita in 140 caratteri.
Gli amici si 'seguono' a vicenda, ovvero, chiedono al sito di ricevere sotto forma di brevi messaggi i reciproci 'pezzettini'.
Si puo' postare una, due, cento volte al giorno (si' c'è chi posta 100 volte al giorno), e si scoprono dettagli interessanti sulle persone con cui si è in contatto: le piccole cose che normalmente non si 'perde tempo a raccontare'.
Seesmic, dicevo, è esattamente la stessa cosa, ma via video.
La grande diffusione della broadband e delle videocamere da computer, sempre più spesso integrate nello schermo, rendono il videoblogging più pratico e accessibile.
Nel caso di Seesmic si tratta di MicroVideoBlogging.

Blogging: scrivere post su un blog
Microblogging: scrivere brevi post su un blog o simili (sempre più diffuso per il poco tempo a disposizione)
Videoblogging: postare video su un blog
MicroVideoBlogging: postare brevi video su un blog o simili.

E' una forma di comunicazione veloce e molto moderna che permette di dare personalità al contenuto diffuso (mettendoci la faccia, come piace dire a chi è de mestiere) e di andare al sodo, delegando tutta la parte contestuale del discorso al linguaggio fisico.
Considerando quanto la gestualità e la prossemica sono importanti nella comunicazione interpersonale, è facile rendersi conto del potenziale di questa nuova tendenza.
Qui avete uno screen grab della home page di Seesmic:


Si tratta della nuova home page, ormai aperta, non c'è più bisogno di invito per la versione alpha.
Sulla sinistra vedete la lista delle discussioni pubbliche più recenti: topic e risposte e sulla destra gli show e i topic più istituzionali lanciati dal team di Seesmic su temi d'attualità o di costume.
Il team è molto attivo e appassionato, i topic lanciati sono tantissimi e le risposte a qualsiasi spunto o domanda sono davvero immeditate. Ottimo lavoro di tutta la squadra.

La persona al centro della schermata è Loic Le Meur, il più noto blogger francese, non che ex di HEC (la scuola di commercio privata più prestigiosa di Parigi) e imprenditore in diversi campi del Web. Da Settembre 2007 è anche fondatore e CEO di Seesmic e vive in Silicon Valley, vivaio delle più dinamiche start-up.com.
Non si puo' dire che la famiglia Le Meur, partendo per San Francisco, abbia perso i contatti con la Francia: proprio in questi giorni Monsier Seesmic è impegnato con la moglie Géraldine in un tour de force di incontri parigini tra Google France, importanti testate giornalistiche e l'Eliseo con Monsieur le President Sarcozy e Mr Bush.

Monsieur et Madame Le Meur sono anche gli organizzatori della più importante conferenza europea sul tema del web: Le Web 3, che si svolgerà anche quest'anno a Parigi, in dicembre.
Pettegolezzi web a parte - altro che pettegolezzi, vorrei tantissimo andare a quella conferenza - provate Seesmic : è divertente, dinamico, nuovo, poi ditemi che cosa ne pensate. Io sono SHHHE anche li'.

Have fun.


UPDATE: Postare video sul vostro Blog.
Da Seesmic, con un copia-incolla di codice, si puo':